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L'OZANAM un’associazione che da oltre venticinque anni di attività non cambia la propria posizione nel “fare sociale” anzi oggi, in un momento così delicato e di transizione che il volontariato sta vivendo, il “Centro Ozanam” rimane sempre più convinto e forte dei propri ideali sentendosi proprio oggi corrisposto da quella società che forse non aveva ancora gli elementi per apprezzare ciò che il “Centro” si proponeva di portare avanti.

Oggi si parla tanto di advocacy , ossia di farsi promotori della dignità e dei diritti dei soggetti più deboli, una nuova funzione che il volontariato dovrebbe assumere, una funzione che però per molti di noi, volontari da sempre, non è affatto nuova. Essa è lo spirito fondamentale che ci ha seguito in tutti questi anni di attività. Infatti, il pensiero di Ozanam si sintetizza in “Conoscere e Rimuovere la causa della povertà” inteso come monitoraggio alla ricerca delle cause che hanno determinato le povertà e di porvi rimedio per quanto è possibile con un intervento mediato per soddisfare l’ esigenza del bisognoso.

In questo contesto, i volontari dell’Ozanam si sforzano di delineare il ruolo politico che ha il volontariato: impegnarsi perché il benessere cresca per tutti e non solo per alcuni, senza però trasformarsi in partito ma esercitare una funzione di controllo e di proposta che dal basso vada verso l’alto.

Ciò significa anche non essere contro la professionalizzazione del volontariato dove per professionalizzazione intendiamo il divenire capaci di svolgere attività che richiedono competenza e volontà di affrontarle nel migliore dei modi non per forza a tutti i costi come impresa sociale. Ben venga l’impresa sociale, ma ben venga soprattutto il rafforzamento del volontariato puro e “disorganizzato” che resta l’essenza della garanzia dei valori sociali ai quali anche l’impresa deve attenersi.

Il volontariato dunque deve rimanere la sentinella dell’equilibrio e delle garanzie sociali mediando la voce del “senza voce” con le istituzioni spesso insensibili e/o disorganizzate.

Come fare tutto questo? Integrandosi nel sistema locale non rifacendosi ad un modello di volontariato gerarchizzato e piramidale, ma a un contesto locale costruendo un circuito di reciproco rafforzamento tra organizzazione volontaria e ente locale.

Il volontariato è un serbatoio di solidarietà nel senso giusto del termine, non una semplice virtù dei buoni ma una qualificata risorsa sociale. Il “Centro Ozanam” vive un volontariato che non si ferma all’assistenza e/o alla beneficenza, ma affronta e rappresenta la Solidarietà sociale in tutte le sue dimensioni sforzandosi di trovare spazio con una diffusione più marcata nella coscienza collettiva affinché si possano maturare nuove frontiere di condivisione umana e civile. Senza questo tipo di volontariato, e dunque senza Solidarietà, non funziona la società non stanno insieme le persone, vegetano le istituzioni.

Il volontario è inteso dal “Centro Ozanam” come punto di congiunzione tra la Società e le istituzioni, tra il singolo e l’istituzione, tra il servizio e le imprese, tra il dire e il fare.